martedì 27 novembre 2007

un giorno...

Lui si che sa campare!

martedì 20 novembre 2007

ma che belle notizie! Che mondo...

Indagine choc della Società di Pediatria sulle teenager italiane, tra amore, alcol e fumo

Le ragazzine e il sesso: a 12 anni senza limiti

Alla domanda «Cosa vuoi fare da grande?» al primo posto la velina, al secondo «Non so»

ROMA — L’allarme è stato come un fascio di luce che acceca: ci sono baby squillo sulle strade. Ce l’hanno messe i loro coetanei, per pagare debiti del gioco d’azzardo. Giuliano Amato, ministro dell’Interno, ha lanciato un sasso, l’altro giorno. E adesso rischia di venire giù una montagna. Perché quella del titolare del Viminale è la punta dell’iceberg. Ma basta fermarsi un attimo e scoprire che l’infanzia più tradizionale, ormai, non riesce a superare le classi elementari. Perché: c’erano una volta i bambini. E le bambine che giocavano con le bambole. Avevano dodici-tredici anni. E la Società italiana di pediatria (la Sip) li interrogava con domande tipo: che giornali girano in casa tua? Usi il computer? Qual è l’avvenimento che ti ha colpito di più quest’anno? L’ultima ricerca fatta così è datata 2003: non serviva più a niente. Non di certo a fotografare la realtà. E adesso a leggere l’ultima ricerca della Società dei pediatri presieduta da Pasquale Di Pietro, quella del 2006, vengono i brividi. Proprio oggi che anche in Italia celebriamo la Giornata dell’Infanzia. Il campione: 1.251 bambini tra i 12 e i 14 anni. Una domanda. Una delle tante del questionario: «Hai mai visto un tuo amico ubriaco?». Sì, dice il 37,4% del campione. Non solo, l’8,4% aggiunge: spesso. Un’altra domanda: conosci qualcuno tra i tuoi amici che ha fumato una canna? E questa volta è quasi uno su due (44,3%) a rispondere un tondo: sì. Un altro esempio? Tre ragazzini su quattro non esitano a confessare di fare cose che loro stessi definiscono rischiose, come ubriacarsi, appunto, bere liquori, prendere farmaci, uscire da soli la sera tardi, avere rapporti sessuali non protetti. Già: hanno rapporti sessuali frequenti, i nostri ex bambini.

Modelli educativi
Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra dell'età evolutiva, non ha dubbi: «L'anticipazione delle tappe dello sviluppo è dovuta ai modelli educativi. Come dire? Sono stati mamma e papà che hanno voluto che succedesse, si sono dati da fare per diversificare il modello culturale che loro avevano ricevuto. Hanno accelerato le capacità di socializzazione dei loro figli. Hanno tolto loro il senso di colpa, il senso della paura. Basta provare, per credere. Basta entrare in una qualsiasi seconda media d'Italia e capire che è impossibile far sentire in colpa questi ragazzi o mettere loro in qualche modo paura». Succede così anche nella seconda media statale di Gela, Sicilia? «I ragazzi sono molto decisi, è vero», garantisce Ela Aliosta, preside della scuola media alle soglie della pensione. Sono quarant'anni che la signora Aliosta ha a che fare con i ragazzi delle medie. Dice adesso: «Sono cambiati. E molto. Fisicamente, prima di tutto: un tempo le femmine arrivavano ragazzine in terza media. Oggi assomigliano a donne già quando entrano in prima. Soprattutto per come si vestono, si truccano, si pettinano i capelli. Con la complicità dei genitori, è ovvio».

«Faccio la velina»
Oppure la cubista, la show girl, la ballerina. Alla più tradizionale delle domande: «Cosa vuoi fare da grande?», le bambine intervistate dalla Società dei pediatri hanno infatti messo al primo posto: voglio fare il «personaggio famoso». E fino a qui non sarebbe una scoperta sensazionale. È che però, tolta questa prospettiva, rimane il vuoto: al secondo posto delle preferenze delle bambine c'è, infatti, un disarmante: «Non lo so». «Ho dodici anni faccio la cubista mi chiamano principessa», è il titolo del libro di Marida Lombardo Pijola, una giornalista-mamma che non a caso ha gettato scompiglio tra mamme e papà. Ha scoperchiato il mondo delle discoteche pomeridiane, lasciando disorientati nugoli di genitori davanti a frasi di bambine come: «Se fai la cubista sei una donna. Non più una ragazzina. Con i clienti della disco treschi soltanto se ti va. E puoi farti pagare...». Non è fantasia. È qualcosa che da noi è arrivato da pochissimi anni, probabilmente importato ancora una volta dagli Stati Uniti. Era del 2003 «Thirteen, 13 anni», il film-choc ambientato a Los Angeles con protagoniste due ragazzine (tredicenni, appunto) che vivono vite sempre più pericolose tra sesso promiscuo, droga, fumo, alcol, piccoli furti, accenni di lesbismo. «Sono vent'anni che insegno nella scuola media di Centocelle, a Roma», dice Margherita D'Onofri, insegnante di scienze. E spiega: «Soltanto negli ultimi anni, però, ho visto cambiare gli atteggiamenti durante i campi scuola, ovvero quelle gite che consentono ai ragazzi di dormire fuori dalla propria città. Adesso anche nelle prime classi stanno svegli tutta la notte e si mescolano dentro le stanze. Fino a poco tempo fa non succedeva».


fonte corriere.it

lunedì 19 novembre 2007

Vivi la vita

La vita è bellezza, ammirala
La vita è beatitudine, assaporala
La vita è un sogno, fanne una realtà
La vita è una sfida, affrontala
La vita è un dovere, compilo
La vita è un gioco.giocalo
La vita è preziosa, abbine cura
La vita è una ricchezza, conservala
La vita è amare, godine.
La vita è un mistero, scoprilo
La vita è promessa, adempila
La vita è tristezza, superala
La vita è un inno, cantala
La vita è una lotta, accettala
La vita è un'avventura, rischiala
La vita è felicità, meritala
La vita è la vita, DIFENDILA

sabato 17 novembre 2007

italia - scozia

Oggi è decisiva! Forza Ragazzi!

lunedì 12 novembre 2007

stanco di questo mondo a rotoli

Non si può morire per una partita di calcio, civile o agente che sia...
Gli italiani sono un popolo di repressi, cercano ogni pretesto per sfoggiare la loro insoddisfazione. E' ora di dire basta! Non ci vuole l'indulto, ci vogliono pene severe! Ma soprattutto ci vuole qualcuno che desti serenità a questo popolo allo sbando... Non sono per niente orgoglioso di essere italiano...
Per chi volesse lasciare un ultimo saluto all'ultima vittima di questa guerra ecco l'indirizzo del suo blog http://www.myspace.com/gabbodj

venerdì 9 novembre 2007

Maestro di vita

Chi è maestro nell'arte di vivere fa poca distinzione

tra il proprio lavoro ed il proprio gioco,

tra la propria fatica ed il proprio divertimento,

tra la propria mente ed il proprio corpo,

il proprio studio e il proprio svago,

il proprio amore e la propria religione.

Quasi non sa quale sia dei due.

Persegue semplicemente il proprio ideale di eccellenza

in tutto quello che fa,

lasciando agli altri decidere

se stia lavorando o stia giocando.

Ai suoi occhi, infatti,

lui sta sempre facendo entrambi.


giovedì 8 novembre 2007

moralità

Ecco per cosa viviamo, il nostro credo... Che schifo! (ps non ve la stampate)

martedì 6 novembre 2007

riflessione...

Penso che il mondo sia sempre più allo sfascio: guerre, terrorismo e violenza gratuita sono all'ordine del giorno. Ieri è stato inferto un duro colpo alla mafia e lo stato si è vantato di questo evento... nulla da vantarsi secondo me hanno fatto solo il loro dovere. Il loro vanto sarebbe evitare di far diventare semplici ragazzi in criminali... Il loro vanto sarebbe non permettere a nessuno di venire a "comandare" in Italia... Il loro vanto sarebbe far arrivare ogni famiglia a fine mese... Bisogna reagire e in fretta... siamo alla frutta!!!

lunedì 5 novembre 2007

ho imparato...

Ho imparato ... che nessuno è perfetto ...Finché non ti innamori.
Ho imparato ... che la vita è dura .....Ma io di più!!!
Ho imparato ... che le opportunità non vanno mai perse.Quelle che lasci andare tu ... le prende qualcun altro
Ho imparato ... che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un'altra parte.
Ho imparato ... che bisognerebbe sempre usare parole buone ... Perchè domani forse si dovranno rimangiare.
Ho imparato .. che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
Ho imparato ... che non posso scegliere come mi sento...Ma posso sempre farci qualcosa.
Ho imparato ... che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno....ti ha agganciato per la vita.
Ho imparato ... che tutti vogliono vivere in cima alla montagna .... Ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali.
Ho imparato ... che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.
Ho imparato ... che è meglio dare consigli solo in due circostanze...
Quando sono richiesti e quando ne dipende la vita.
Ho imparato ... che meno tempo spreco .. più cose faccio.